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CONTRASTO ALLA DISPERSIONE – CONCLUSIONE DI DUE ANNI DI RICERCA NELLE SCUOLE SECONDARIE SUPERIORI

E’ stato messo a punto un progetto di contrasto alla dispersione scolastica di cui è stata verificata l’efficacia nel corso di oltre due anni di ricerca, impegnando nell’ambito di Roma e provincia 25 scuole secondarie superiori di varie tipologie (Licei Classico, Scientifico, Artistico, Linguistico, Bilingue, Scienze Applicate, Scienze Umane; Istituti Tecnici Amministrazione, Finanza e Marketing, Costruzione, ambiente e territorio, Tecnologici, Agro-industriali, Istituti Professionali di vario indirizzo). Il progetto si è realizzato con la partecipazione attiva di circa 50 docenti referenti e di un CTS composto di dirigenti scolastici, docenti e ricercatori universitari e ha coinvolto un campione iniziale di circa 2.000 studenti, prevalentemente iscritti al 1° anno.

La consultazione di un’ampia letteratura internazionale (banca dati di oltre 100 tra articoli e volumi utilizzati) ha consentito di individuare tre aree privilegiate d’intervento: Area A: rischio accademico: studenti con scarso rendimento scolastico; Area B: rischio socio-culturale: studenti che vivono una condizione socio-culturale difficile (modelli culturali non standard, portatori di handicap, immigrati recenti); Area C: rischio comportamentale: comportamento socialmente inadeguato (p. es.: segnalato da voto in condotta e sanzioni disciplinari).

Per tutte e tre le aree menzionate il CTS conosceva, da precedenti progetti finalizzati alla selezione e alla pubblicazione delle “buone pratiche”, tipologie d’intervento efficaci e certamente realizzabili con i mezzi ordinari a disposizione delle scuole. I ricercatori universitari hanno predisposto strumenti di rilevazione e di supporto alle “buone pratiche” per diffonderle fra tutte le scuole aderenti al progetto e per valutarne l’efficacia in contesti diversi, determinati dalla varietà tipologica di scuole e indirizzi e dei contesti urbani (solo nel secondo anno sono stati coinvolti 12 municipi della città di Roma e otto comuni della Provincia). I metodi d’intervento e di ricerca sono stati oggetto di vari seminari, accompagnati da attività pratiche, a cui hanno partecipato in gran numero i docenti coinvolti.

La componente universitaria del CTS, coordinata da Lucia Boncori, ha scelto o predisposto appositamente gli strumenti per la raccolta delle informazioni, somministrato nelle scuole il questionario Focus 13 con la collaborazione degli psicologi specializzandi in “Valutazione psicologica e counselling” presso Sapienza, Università di Roma, costruito una banca dati particolareggiata e articolata secondo la progressione dei tempi scolastici ed infine sottoposto i dati ad elaborazioni statistiche sia descrittive sia inferenziali. L’elaborazione dei dati ha evidenziato che l’area prioritaria d’intervento è di tipo motivazionale, finalizzata prioritariamente alla costituzione di vere e proprie comunità scolastiche, di cui gli studenti si sentano parte integrale, e all’incremento della motivazione per l’apprendimento, dell’attivazione personale degli studenti per il proprio futuro lavorativo e della loro capacità di utilizzare al massimo le risorse del proprio ambiente (“resilienza”). Su questa base sono state individuate le strategie didattiche, valutative e auto valutative più efficaci, descritte particolareggiatamente dai docenti. I problemi del comportamento, molto rilevanti soprattutto in alcune zone, si sono notevolmente attenuati nella misura in cui venivano potenziati gli interventi nell’area motivazionale (prima) e didattica (poi).

Nel volume Il Salvascuola (L. Boncori, 2014) vengono date linee guida e supporti molto concreti per realizzare interventi nella scuola facilitati dall’utilizzazione di Focus: orientamento e ri-orientamento, contrasto alla dispersione, inclusione, Bisogni Educativi Speciali, prevenzione del disagio e del bullismo. Sono anche riferiti i risultati ottenuti con l’uso di Focus in numerose scuole secondarie.